
Dalla ricerca scientifica all’azione concreta sul territorio: il racconto della terza e ultima tappa del ciclo di incontri dedicato ai rischi naturali e ai cambiamenti climatici. Si è concluso lo scorso 28 gennaio, nella cornice dell’Università Kore di Enna, il ciclo di tre appuntamenti che ha visto WaterfrontLab e Fondazione RETURN impegnate in un’importante operazione di “trasferimento della conoscenza”. Un percorso che ha attraversato l’Italia per trasformare le complessità della ricerca scientifica in strumenti operativi per chi il territorio lo vive e lo governa: amministratori, imprese e cittadini.
Il progetto RETURN, finanziato nell’ambito del programma NextGenerationEU, mette insieme 26 partner tra università, centri di ricerca, imprese private e istituzioni. Si tratta di una rete nazionale che lavora su monitoraggio e previsione dei rischi, pianificazione urbanistica e costiera resiliente, innovazione nei materiali e nelle tecnologie, processi partecipativi e inclusione delle comunità. Il progetto dei tre incontri è nato con la missione di rendere i saperi accademici prodotti una risorsa diffusa. Come WaterfrontLab, abbiamo agito da facilitatori strategici, selezionando contesti e relatori capaci di dare voce alle diverse anime del rischio idrico in Italia:
La tappa di Enna ha messo a nudo le criticità di una regione che è un vero laboratorio a cielo aperto per l’emergenza climatica. Gli interventi hanno delineato una realtà complessa, dove il razionamento idrico di Palermo convive con le alluvioni lampo di Catania e Siracusa, e con le dispersioni infrastrutturali di Trapani. Il convegno ha offerto una visione multidisciplinare grazie a contributi di altissimo profilo: Francesco Castelli ha aperto i lavori richiamando l’urgenza di una visione sistemica (citando la frana di Niscemi come monito). Gabriele Freni (UKE) ha illustrato la logica multi-rischio della Sicilia, divisa tra carenza ed eccesso. Francesco Ballio (Politecnico di Milano) ha ribadito l’obiettivo di RETURN: creare un ecosistema dove ricerca e mercato collaborano per rendere operativi i risultati scientifici.

La giornata si è conclusa con una visita carica di significato al Lago di Pergusa, guidata da Rosa Termine. L’unico lago naturale di origine tettonica della Sicilia, oggi in grave criticità e quasi prosciugato nel 2024, è diventato il simbolo plastico degli argomenti trattati: un ecosistema compromesso che richiede interventi urgenti e una gestione basata su solide basi scientifiche.
Questo ciclo di incontri non finisce qui. Il rischio idrico è multiforme e richiede soluzioni “su misura”. WaterfrontLab continuerà a operare per accorciare le distanze tra la ricerca d’eccellenza (come quella del partenariato RETURN) e le decisioni pubbliche, trasformando la conoscenza in una barriera concreta contro i cambiamenti climatici.