

Per i comuni costieri italiani un’occasione da non perdere. Il 20 gennaio scade infatti il termine ultimo per la presentazione delle domande di partecipazione al bando per il conferimento del titolo di Capitale italiana del mare. Si tratta di un’iniziativa di portata storica, istituita formalmente il 4 novembre 2025 con decreto del Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. L’obiettivo è ambizioso: trasformare la cultura del mare in un volano di sviluppo economico, sociale e ambientale.
Il Comune che riuscirà ad aggiudicarsi il titolo non otterrà solo un prestigioso riconoscimento simbolico, visto che siamo alla prima assegnazione, ma beneficerà di un contributo straordinario di 1 milione di euro. Questi fondi sono destinati a finanziare un programma annuale dedicato alla valorizzazione e alla fruizione della cultura marittima. Le attività che devono essere programmate come Capitale italiana del mare possono spaziare in tre ambiti principali:
Ma non solo, oltre al finanziamento, diventare “Capitale italiana del mare” significa posizionare il proprio Comune al centro del dibattito nazionale sulla Blue Economy, la biodiversità e l’uso sostenibile delle risorse. È un’occasione per trasformare tratti di costa spesso trascurati in veri centri di aggregazione e innovazione culturale. Il mare non è solo un confine geografico, ma un ecosistema vivo capace di generare futuro. Senza contare che il vincitore di questa selezione sarà il primo Comune scelto e farà un po’ da apripista per quelli che verranno negli anni successivi.
Non basta candidarsi, serve una visione. Le proposte verranno valutate su criteri di rigore e innovazione. Ecco i pilastri su cui deve poggiare il dossier di candidatura: