

La resilienza dei porti italiani e il loro futuro sono stati al centro della presentazione del dodicesimo rapporto annuale “Italian Maritime Economy“. Il titolo dell’edizione di quest’anno dello studio realizzato da SRM (centro studi collegato al Gruppo Intesa San Paolo) è stato “Protezionismo e dazi: impatti su shipping globale e modelli portuali. Il Mediterraneo al centro degli scenari tra intermodalità e sostenibilità”. Nel report si evidenzia come i porti sono diventati poli di sviluppo e attrattori di attività industriali, soprattutto sono diventati hub energetici. Nel dettaglio si possono osservare realtà come Trieste, Genova, Cagliari, Milazzo e Augusta che movimentano il 35% delle rinfuse liquide del nostro Paese, ma non dimentichiamo che entro la fine del 2026 sono in programma 61 iniziative già approvate per le hydrogen valley, senza trascurare tutta la partita in corso per l’eolico offshore.
Gli aspetti geopolitici e quelli più operativi hanno animato il rapporto che evidenzia come fanno riferimento ai porti italiani importanti volumi di merci provenienti e dirette verso gli USA e le rotte del Far East e Middle East.
Il Mediterraneo è il contesto geoeconomico di riferimento per il nostro Paese. Massimo Deandreis, Direttore Generale SRM, ha commentato il rapporto:
“Siamo orgogliosi di un Rapporto che offre un quadro completo della portualità, dello shipping e della logistica nel più ampio contesto del Mediterraneo e internazionale. L’import-export mondiale e i prodotti energetici viaggiano via nave e l’economia marittima rappresenta una lente attraverso cui analizzare le tensioni geopolitiche, i dazi e il loro impatto. Per l’Italia un settore strategico, spesso poco considerato, ma che invece genera 65 miliardi di valore aggiunto diretto oltre ad essere un pilastro per il nostro export. È significativo quindi che i porti italiani nel 2024 abbiano movimentato volumi in crescita dimostrando così la resilienza degli armatori e delle infrastrutture. Occorre proseguire puntando su sostenibilità ed intermodalità. E valorizzando i porti come hub energetici. Queste sono le direttrici di marcia per diventare più efficienti. Ma occorre anche porre attenzione a nuovi ambiti: per questo, dal prossimo anno, SRM estenderà i propri studi alle tematiche connesse al sotto-mare, che anche per gli aspetti tecnologici, stanno diventando sempre più importanti e strategiche”.